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Ci fu un tempo, molto molto lontano, in cui conobbi un uomo che aveva l'abitudine di impolverava le cose. Quel uomo aggiungeva sempre qualcosa a tutto. Quando gli parlavo e finivo i miei discorsi, lui aggiungeva frasi che non avevo né pensato né detto, perché era lui che le determinava; così i miei pensieri non erano più gli stessi, poiché lui aveva aggiunto cose nate solo dalla sua fantasia e non dalla mia realtà. E mai si fermava a quello che di semplice gli dicevo! Quando mangiava, su tutto aggiungeva spezie, anche su le cose più naturali, lui aggiungeva sempre qualcosa, perdendone il vero sapore, quello principale: il loro. Forse quel uomo non gusterà mai niente, perché non vuole sentire il vero sapore delle cose. Così faceva per tutto! Anche sull'amore aggiungeva qualcosa, la sua mente lo portava lontano, ma così lontano che perdeva il vero gusto dell'amore: la semplicità di deporre l'orgoglio per amare e basta, senza aggiungere niente.
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